Archivio della Categoria 'Uscio'

Uscio festeggia Sant’Ambrogio

Lunedì 17 Novembre 2008

USCIO. Tre giorni di festeggiamenti in onore di Sant’Ambrogio rappresenteranno il ritorno alla tradizione con i naturali appuntamenti religiosi e alcune attività ludiche finalizzate al rifacimento dello scalone della Chiesa. Il venerdì 5 Dicembre alle ore 21.00, la Compagnia Statale 333 - Teatro di Giorgio Grassi presenta “A Madonna do bon Conseggio” di Maurizio Franco Lagomarsino. Una commedia in dialetto genovese che è immersa nella storia ligure.
Sabato 6 Dicembre: alle ore 10.30 Santa Messa Solenne cantata; alle ore 19.00 Cena nei locali dell’ex cinema; alle ore 21.00 Concerto del coro di Sant’Ambrogio, la banda G.Rossini di Recco e il coro Jubileum di Sori con la partecipazione della soprano Sandra Terrile.
Domenica 7 dicembre: alle ore 12.00 pranzo pro Parrocchia nei locali dell’ex cinema. Il pomeriggio sarà allietato dal gruppo folcloristico di Vezzano Ligure. Non mancheranno le bancarelle per la Fiera di Sant’Ambrogio. Ampio parcheggio sul campo sportivo. La Parrocchia di Uscio è dedicata a Sant’Ambrogio perchè con l’invasione longobarda i Vescovi milanesi si rifugiarono nel genovesato di cui faceva parte la pieve di Uscio
[F.L]

A Uscio la Sagra dei Batolli

Giovedì 28 Agosto 2008

USCIO. Domenica 14 settembre. La sagra è un’interessante iniziativa della Pro Loco di Uscio e dei suoi attivissimi volontari. In paese la cucina ha tante anime ma è fedele al suo passato. I “Batolli”, piatto povero ma ricco di simbolismi e cultura , saranno i protagonisti indiscussi della manifestazione. E’ il piatto dell’entroterra per eccellenza la cui preparazione rimanda alle nostre radici e alla millenaria cultura. A tavola tra le paste condite con salse di proverbiale sapore hanno un posto privilegiato i batolli, accompagnati dal celebre pesto che riunisce nel mortaio il basilico , il formaggio grana o pecorino , i pinoli , l’aglio e il nostro pregiato olio di oliva. E’ la farina di castagne l’ingrediente principe che innalza il piatto prediletto dai frequentatori abituali e dai sempre più numerosi turisti. Ma la giornata non finirà a tavola , gli ospiti potranno godere di una passeggiata tra i castagni raggiungendo il suggestivo Santuario della Madonna del bosco attraverso un paesaggio di antica bellezza. [F.L]

In sci sentè de ciappe in còsta

Martedì 29 Aprile 2008

USCIO-TRIBOGNA. Domenica 4 maggio la tredicesima edizione della “Festa dei Ciappaieu” al Passo dei Casetti. Alle 11.15 la Santa Messa presso l’edicola della Madonna dei Ciappaieu. Non mancheranno focaccia e vino bianco per tutti. [F.L]

La strega innamorata

Domenica 27 Aprile 2008

La banalità quotidiana,che oggi è forma di eroismo,non entusiasma e non favorisce la fantasia. La storia delicata che la tradizione orale ha portato fino a noi, è di quelle che fanno sognar, che rinnova i sentimenti di un’epoca lontana. Gli anziani che a Terrile mi hanno rievocato i fatti,non hanno travisato la realtà,l’hanno come filtrata attraverso il velo che ricopre i sogni. Il sabato sera,anche in quel tempo,era dedicato al riposo e al ballo. La giovane fanciulla, innamorata aveva assicurato la sua presenza sulla pista senza aver fatto i conti con l’autorità paterna che si rivelò irremovibile nonostantele preghiere e il pianto. Il padre severo, presentò il fuso e un’enorme quantità di lana da filare ordinando che il lavoro fosse finito per la mattina successiva. Un senso di panico e depressione colsero la ragazza che,disperata decise di contestare l’aridità del genitore. Lana e fuso furono raccolti in un ampio “mandillo” e accompagnarono la ragazza nella fuga. La poverina non poteva certo presentarsi all’innamorato con un simile fagotto: quindi,raggiunta lassù la Costa dei Santi, pensò di nascondere il tutto sotto un provvidenziale masso. Scontò il fatto di aver trascorso una serata felice la pena che la colse lungo il ritorno. Quale scusa avrebbe potuto calmare l’ira del genitore? Il lavoro non solo era finito,ma neppure iniziato!Lo sconforto era al massimo e la fertile fantasia non le dava nessuna risposta. Raggiunse cosi,tra le lacrime e le preghiere,lo scoglio per recuperare il “mandillo” e accadde qualcosa di inquietante e sconvolgente che fece urlare la ragazza. Non fu un grido lacerante di paura,no,fu un’esplosione di gioia irrefrenabile:la lana era perfettamente filata! Quale stregoneria si era compiuta quella notte? Solo una strega “buona”e benefattrice poteva aver agito su quel pianoro!Forse anche lei era innamorata? Il prodigio passò di bocca in bocca e da allora il luogo prese il nome di “O ballôu de strie” (il ballatoio delle streghe). [F.L]

Una classe particolare

Mercoledì 26 Dicembre 2007

USCIO. L’individuo piccolo che non conosce ancora il bene e il male ha bisogno di una mano che lo guidi ed eviti che si trasformi in un animale primitivo. A Terrile,frazione di Uscio, l’istruzione era affidata alla buona volontà di Suor Amelia che raccoglieva i piccoli in una stanzetta adiacente la chiesa. Ragazzini già inseriti nel duro lavoro contadino. La stufa a legna dava un dolce tepore all’ambiente e affumicava al punto giusto gli abiti dei piccoli alunni. Si frequentava tutti la stessa classe, grandicelli e non, e le spiegazioni dovevano essere utili per tutti. Il rispetto reciproco, la rettitudine, l’onestà e l’amor di Patria avevano la priorità sulla lingua italiana e il far di conto. E’ come un tuffo nella vita di un tempo e i ricordi dell’infanzia che restano assopiti negli angoli della memoria affiorano con i profumi dell’epoca. Ma anche allora c’era il monello,il ribelle che rifiutava di imparare. Sono passati molti anni,anzi un secolo e quella piccola aula fu utilizzata come magazzino e legnaia.In tempi recenti si decise di ripulirla e …sorpresa! Sul muro la in fondo spuntò il dipinto di un asino!… Ricorda che vicino c’era il piccolo banco destinato al meno diligente tra i piccoli allievi. Di quanti murales avrebbero bisogno le moderne aule?
[f.l]

Rinasce il teatro

Mercoledì 26 Dicembre 2007

USCIO. Ricordo una rigida serata invernale che ci ha riunito nell’ampio salone abbandonato da tempo al degrado. Le prove erano indispensabili per la buona riuscita dello spettacolo e quindi avvolti da sciarpe e cappotti abbiamo seguito con attenzione i suggerimenti del regista Giorgio Grassi. Un vero peccato,si diceva, non utilizzare e rendere confortevole una così bella struttura. E’ passato del tempo: oggi un gruppo di abili e volenterosi uscesi ha deciso di portare all’antico splendore l’ambiente. Il cantiere aperto vede all’opera: pittori, falegnami, elettricisti guidati dall’entusiasmo di Piero Lagomarsino, attuale vice presidente della Pro Loco. La sua esperienza nell’ambito dello spettacolo darà senza dubbio buoni frutti. La Compagnia Statale 333 teatro di Giorgio Grassi, che opera sul territorio, darà il contributo con i suoi lavori affinchè il teatro diventi luogo di aggregazione e centro culturale di grande prestigio per Uscio e per il Golfo Paradiso.
[f.l]

POTENZA DELLA BUONA VOLONTA’

Domenica 18 Novembre 2007

USCIO

Ricordo una rigida serata invernale che ci ha riunito nell’ampio salone abbandonato da tempo al degrado.Le prove erano indispensabili per la buona riuscita dello spettacolo e quindi avvolti da sciarpe e cappotti abbiamo seguito con attenzione i suggerimenti del regista Giorgio Grassi. Un vero peccato, si diceva, non utilizzare e rendere confortevole una così bella struttura.E’ passato del tempo, oggi un gruppo di abili e volenterosi uscesi ha deciso di portare all’antico splendore l’ambiente.Il cantiere aperto vede all’opera: pittori, falegnami, elettricisti guidati dall’entusiasmo di Pierino Lagomarsino,attuale vice Presidente della Pro Loco.La sua esperienza nell’ambito dello spettacolo darà senza dubbio buoni frutti.La Compagnia Statale 333 Teatro di Giorgio Grassi, che opera sul territorio darà il contributo con i suoi lavori affinchè il teatro diventi luogo di aggregazione e centro culturale di grande prestigio per Uscio e per il Golfo Paradiso.

[F.L]

TERRILE E L’ASINO

Domenica 18 Novembre 2007

USCIO 

Il bimbo piccolo che non conosce ancora il bene e il male ha bisogno di una mano che lo guidi ed eviti che si trasformi in un animale primitivo. A  Terrile, frazione di Uscio, l’istruzione era affidata alla buona volontà di suor Amelia che raccoglieva i piccoli in una stanzetta adiacente la chiesa. Con la semplicità di chi a leggere nel cuore della gente sapeva far giungere i suoi insegnamenti  a ragazzini già inseriti nel duro lavoro contadino.La stufa a legna dava un dolce tepore all’ambiente  e affumicava al punto giusto gli abiti dei piccoli alunni.Frequentavano tutti la stessa classe, grandicelli e non, e le spiegazioni dovevano essere utili per tutti.Il rispetto reciproco, la rettitudine, l’onestà e l’amor di Patria avevano la priorità sulla lingua italiana e il far di conto. E’ come un tuffo nella vita di un tempo e i ricordi dell’infanzia che restano assopiti negli angoli della memoria affiorano  con profumi dell’epoca.Ma anche allora c’era il monello, il ribelle che rifiutava di imparare.Sono passati molti anni, anzi un secolo e quella  piccola  aula è stata  utilizzata come magazzino e legnaia.In tempi recenti si decise di ripulirla e…….sorpresa!Sul muro, là in fondo, spuntò il dipinto di un asino! Si ricorda che vicino c’era il piccolo banco destinato al meno diligente tra i piccoli allievi!Quanti affreschi sarebbero necessari nelle nostre moderne aule scolastiche?

[F.L]

LA MADONNA ADDOLORATA

Domenica 18 Novembre 2007

USCIO

La memoria e l’immagine della vergine Addolorata ci fa rivivere il momento più tragico e decisivo della storia. Aipiedi della croce la maternità assume dimensioni universali.La perdita di un figlio per una madre è  il dolore  più grande che ci sia, nulla può essere  consolatorio, non ci sono parole. Maria vuol dire Amata da Dio”  è la destinataria delle nostre preghiere affinchè interceda per noi mortali.Questa è la ragione  per cui milioni di madri che hanno subito lo steso dolore si sono rivolte a Lei unica consolatrice.La devozione alla Madonna Addolorata si perde nella notte dei tempi, ma ne troviamo traccia già alla fine dell’undicesimo secolo.A metà del tredicesimo,nel 1233, fu fondato Firenze l’ordine dei “Servi di Maria”.Solo secoli dopo Papa Pio  VII, nel 1814, estese la festa liturgica a tutta la Chiesa e la inserì nel calendario romano.Uscio e il vicino Santuario del Boschetto in Camogli, sono mèta di  pellegrinaggi e luogo di suggestive processioni penitenziali.A margine delle funzioni religiose non manca l’aspetto ludico con fuochi d’artificio, musiche, balli e frequentatissime ” Tavolate” all’aperto che confermano che “tutti i salmi finiscono in gloria!” Quest’anno la Pro Loco di Uscio ha ospitato, in occasione della festa, una delegazione di cittadini e amministratori della comunità di Seborga.Si è voluto ricambiare la squisita ospitalità ricevuta dagli uscesi in visita al “Principato”. Si spera di aver gettato le basi su cui costuire in futuro una più stretta  amicizia e, perchè no, un vero e proprio “gemellaggio”.

[F.L]

Dov’è il Golfo Paradiso?

Lunedì 13 Agosto 2007

GOLFO PARADISO. In distribuzione quest’estate, l’opuscolo “La Provincia di Genovaâ€? non riporta nella cartina la denominazione del “Golfo Paradisoâ€?. Una dimenticanza? All’interno, il testo descrive le località includendo invece il Golfo Paradiso. L’iniziativa è firmata dal Tavolo di promozione di Provincia, Comune di Genova e Camera di Commercio di Genova. Ci auguriamo che la prossima edizione venga corretta. [a.r.]

Pillino, un artista a Uscio

Venerdì 6 Luglio 2007
Oillino
Pillino

Pillino conferma Uscio come luogo per le sue creazioni artistiche. L’artista camoglino, già da anni aveva posto il suo studio al culmine della vallata del torrente Recco, ma solo da poco ha acquistato una casetta, che sta tutt’ora ristrutturando e che diverrà, studio e centro espositivo del pittore. L’artista dichiara che manterrà la casa con le sue caratteristiche rurali che la contraddistinguono, giocando forse sulla contrapposizione dei suoi muri moderni posti su quei muri di un passato rurale ormai presente solo nelle memorie dei vecchi.
Certamente la conferma di Uscio, come sito per uno studio, può essere ben visto dalla cittadina, la quale acquisisce in modo permanente un cittadino illustre.
I critici invece possono pensare che oramai la pittura di Pillino, abbia raggiunto quella maturità, necessaria per vivere di vita propria senza bisogno di essere coltivata in un luogo culturalmente stimolante.
Che nella placida vallata di Uscio, si possa parlare di arte, quindi non può che far piacere, nella speranza che si crei un piccolo centro culturale, ma estremamente interessante per il levante ligure intero.
A questo punto non ci resta che aspettare che i lavori di ristrutturazione si completino.