1958: come valorizzare il Golfo Paradiso
GOLFO PARADISO. Sfogliando la rassegna stampa degli anni ‘50 è facile imbattersi in articoli che approfondiscono tematiche inerenti la realtà comprensoriale del Golfo Paradiso. Proponiamo, in stralcio, uno scritto di Ruby Bonfiglioli apparso su Il Secolo XIX del 14 ottobre 1958 dal titolo “Una seria opera di collaborazione può valorizzare il golfo Paradiso”. “Il Golfo Paradiso, che ha il suo epicentro in Camogli e Recco, ma che s’allarga a Sori, Pieve e Bogliasco e si distende, come complesso turistico, sino a Uscio, non può certo lamentarsi del consuntivo della stagione 1958. Non vogliamo addentrarci in statistiche e dati: devono occuparsene freddamente gli esperti e i direttamente interessati; ma l’impressione generale è che quella appena chiusa sia stata una delle stagioni più riuscite, dal punto di vista dell’affluenza, sia quantitativa sia qualitativa. (…) Se soltanto si riuscisse a dare un certo coordinamento, una certa collaborazione, si potrebbe probabilmente giungere in breve, senza eccessivi sforzi e sacrifici, a “sfondare” e a raggiungere risultati assai più imponenti che potrebbero affermare definitavamente l’importanza e le possibilità dei sei comuni rivieraschi. Questa che sosteniamo è l’utilità d’uno sforzo comune, che potrebbe realizzarsi sul piano della propaganda e su quello delle manifestazioni. I singoli comuni, per agire ciascuno per proprio conto, sono costretti a sopportare sacrifici tutt’altro che indifferenti, che restano forzatamente ristretti nel risultato, a meno che non riescano a dar vita ad attività eccezionali (che, appunto per essere eccezionali, son rare: nel Golfo Paradiso se n’è realizzata una sola, ed è la Sagra del pesce di Camogli, giunta agli onori della cronaca mondiale e dell’eurovisione). Una buona organizzazione comune potrebbe invece consentire risultati maggiori con minori spese, permettere “lanci” propagandistici di maggiore estensione, dar modo di “riempire” adeguatamente la stagione. Si potrebbe andare, insomma, verso una valorizzazione del golfo nel suo complesso, senza con ciò nulla togliere alla autonomia e alla fisionomia particolare di ciascuno dei centri interessati. Un buon manifesto, un buon programma, da diffondere in primavera, sotto l’etichetta del Golfo Paradiso, con l’indicazione di tutte le più disparate manifestazioni previste per la stagione estiva, potrebbe già dare la sensazione di compiutezza che non si trova, per forza di cose, nei singoli programmi locali. E consentirebbe, inoltre, una spesa decisamente inoltre, una spesa decisamente minore, e un coordinamento che eviterebbe l’accavallarsi di manifestazioni e di iniziative. Una volta entrati in questo spirito di collaborazione, questa manifestazione potrebbe essere allargata, estesa: divenire, da manifestazione locale, avvenimento per tutto il golfo, e restarne talmente rinvigorita da passare su scala di importanzaassai maggiore di quella di cui, a torto o a ragione, gode attualmente. Un esempio? La “Stella Maris” che Camogli festeggia ai primi d’agosto (…) Altri esempi possono venire dal campo dello sport. Due località del golfo, Recco e Bogliasco, hanno tradizioni veliche incancellabili. (…) Le manifestazioni veliche del golfo risultano piuttosto ristrette, frequentate per lo più da barche rivierasche o, tutt’al più, liguri. Manca, insomma, la maniestazione “di grido”, che si imponga sul piano nazionale e magari oltre. Anche questo è dovuto, ne siamo convinti, in gran parte alle limitazioni imposte dallo sforzo singolo. Dobrebbe per contro essere possibile l’organizzazione di una grande competizione annuale, basata su trofei di alto valore, curata congiuntamente, nel nome del golfo, da tutti i club sportivi e dalle aziende di soggiorno e “pro loco” esistenti, capce di richiamae imbarcazioni non dalla sola Liguria ma da tutta l’Italia. La formula potrebbe prevedere i diversi paesi, di anno in anno, sede della competizione; lo sforzo organizzativo ed economico comune consentirebbe di affrontare impegni altrimenti insostenibili; e la importanza che una manifestazione siffatta certamente verrebbe ad assumere si ripercuoterebbe felicemente non solo sui club sportivi ma sui diversi comuni nel loro complesso. Qualcosa di analogo non si potrebbe fare con la pallanuoto sport in cui tutti i comuni del golfo schierano complessi di primo piano? Un’idea potrebbe essere un torneo di carattere internazionale, attorno a un premio di grande valore. Camogli, Recco, Nervi, Bogliasco, potrebbereo schierare le loro squadre contro Monaco, Nizza, altre squadre della Costa Azzurra; di anno in anno una località del golfo potrebbe ospitare le diverse partite in “andata” e una località della costa francese quelle di “ritorno”; tutti i centri avrebbero, un anno dopo l’altro, il loro spettacolo, e il richiamo sarebbe innegabilmente notevole, per la risonanza che la manifestazione di carattere internazionale non potrebbe mancare di avere. (…) Siamo certe che idee di questo genere - e idee realizzabili - fiorirebbero se soltanto vi fosse la buona volontà, da parte dei comuni interessati, di superare certi diaframmi (in verità assai sottili) che ancor oggi li separano, e di riunirsi a discutere di comune accordo delle cose comuni. (…) uno sforzo comune, per una buona d efficace collaborazione a fatti e non a parole, nel comune interesse”.






