L’Oratorio di sant’Antonio Abate a Pieve Alta

Poco distante dalla Chiesa di Pieve alta, sul fianco della collina, è l’Oratorio della Confraternita di Sant’Antonio Abate, situato all’inizio della strada che collega Pieve alta con San Bernardo. Sappiamo poco della storia di questo Oratorio perché non vi sono documenti d’archivio, il documento più antico che si sia conservato risale al 1582 e descrive la visita di monsignor Bossi, delegato del Papa. Egli visitò tutti gli Oratori della diocesi per accertare che la liturgia seguisse i dettami del Concilio di Trento. La dedica a Sant’Antonio era frequente nel mondo contadino, perché il santo è patrono degli animali, specie di quelli da stalla o da cortile. Nell’Oratorio si conserva un prezioso trittico datato 1520, opera del maestro Pietro Francesco Sacchi, che raffigura sant’Antonio Abate, san Giovanni Battista e San Benedetto, mentre sulla cimasa è rappresentato il Cristo morto fra la Vergine e l’angelo. Vi sono poi alcuni Cristi che un tempo venivano portati in processione fino alla Cappella di Santa Croce, situata sulla sommità del monte alle spalle di Pieve. Infine, nell’Oratorio sono conservati tre modellini di velieri, donati nell’Ottocento come ex-voto dai loro comandanti, probabilmente per ringraziare per lo scampato pericolo di una tempesta, cosa frequente durante le lunghe navigazioni a vela. Si tratta del brigantino Nostra Signora delle Grazie, del comandante Antonio Consigliere, e delle bombarde Santa Teresa, comandata dal capitano Corsanego e Concezione del comandante Francesco Consigliere, donata nel 1806. (Notizie tratte dal libro Pieve su Pieve giù, leggende, ricordi, tradizioni, personaggi, a cura di Pie Luigi Gardella, 1999, pagg. 18-22 e dai Quaderni di Storia Locale, I volume, 2006, pp. 13-19). fig. 2 - la facciata dell’Oratorio
fig. 3 - l’ingresso dell’Oratorio

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