La cappella (chiesa campestre) di S.Giacomo

cappella-san-giacomo.jpgCamogli. La recente ricorrenza dedicata a San Giacomo apostolo, avvenuta lo scorso 25 luglio, offre l’occasione per ricordare che nel territorio di Camogli è compresa una cappella o chiesa campestre dedicata a questa figura di santo, edificio semplice nell’impianto architettonico, discosto dal centro cittadino ma non per questo ricco di storia.

Situata nella località detta “Case Rosse� nei pressi della Via Aurelia, questa cappella sembra risalire agli inizi del XVIII ma secondo alcuni storici locali la sua fondazione è da riferirsi ad un’epoca antecedente, presumibilmente nei primi decenni del 1600. Della sua esistenza si ha infatti notizia in un atto notarile del 1620 che regolava la vendita di alcuni terreni ad essa sottostanti.

Alla prima metà del XVII secolo risale del resto anche
la Cappella di Sant’Anna sita lungo l’antica Via Romana mentre agli ultimi decenni del stesso secolo è attribuita la costruzione di un’altra Cappella intitolata a San Bartolomeo, oggi non più esistente.Cappella pubblica ed appartenente alla Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, questo edificio religioso ha una collocazione ai margini del territorio della città ma non per questo risulta meno importante di altri chiese camogliesi.Oggi come nel passato essa è nelle vicinanze delle strade che collegano le alture di Ruta con il litorale del Golfo Paradiso. La stessa intitolazione a San Giacomo Apostolo rimanda alla tradizione dei pellegrini che da ogni parte d’Italia (e d’Europa) compivano lunghi e faticosi percorsi per recarsi a San Giacomo di Compostela nella regione spagnola della Galizia. Chiese e ospizi sorsero fin dal Medioevo lungo questi tracciati per offrire conforto materiale e spirituale ai numerosi viandanti. La piccola chiesa camogliese, non distante dalla strada percorsa dalle legioni romane e dai viaggiatori di ogni tempo, fu sicuramente punto di riferimento per i pellegrini che proprio in quei pressi trovavano ristoro in una locanda con alloggio dalla quale presumibilmente deriva il toponimo di “La loggia� attribuito alla zona compresa fra questa piccola chiesa e quella sopra menzionata di Sant’Anna.Cessata col trascorrere dei secoli questa funzione, la cappella rappresentò comunque un luogo di aggregazione per la popolazione che abitava nel circondario. Da documenti conservati negli archivi si apprende che vi si officiava frequentemente
la S. Messa e ogni 25 luglio era celebrata con grande solennità la festa di San Giacomo. In un suo articolo apparso su “Il Giornale di Genova� del 17 maggio 1936 dal titolo “Memorie storiche camogliesi� Dario Umberto Razeto racconta che la cappella era dotata di un campana che, rubata da vandali, veniva usata dai parrocchiani nei giorni di festa e subito dopo tolta dalla sua collocazione e riposta in un luogo sicuro. Aggiunge inoltre: “La officiano per il Santo titolare i padri Olivetani del vicino monastero di S. Prospero. Alle funzioni vespertine oltre l’innumerevole folla vi interviene come da antica usanza, ora ripristinata, la confraternita dei SS. Prospero e Caterina�.All’interno, sull’altare, è collocata un’ancona raffigurante l’Ascensione e i santi Giacomo, Biagio e Martino.Durante il secondo conflitto mondiale venne concesso all’Arciprete di Recco di radunare in questa cappella molti suoi parrocchiani sfollati a causa dei frequenti bombardamenti su quella cittadina.Ancora oggi la piccola chiesa e il piazzale antistante rappresentano per gli abitanti e per coloro che sono di passaggio un luogo di riposo e nel contempo testimonianza dell’espressione religiosa del passato.

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il loggin.