• Golfo Paradiso
Sette Comuni, di cui cinque sul mare (Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco, Camogli) e due senza sbocco sul golfo (Avegno e Uscio) costituiscono un comprensorio stretto tra la grande Genova e il Promontorio di Portofino, confinando a nord con la valle Fontanabuona.
La definizione “Golfo Paradiso� non è molto usata, anche se appare nelle carte nautiche e in quelle stradali. Questa azzeccata accezione, si deve far risalire all’intuizione dell’avvocato Filippo De Gregori di Camogli, detto “Filippin�, fondatore e promotore della Sagra del pesce. Un giorno di circa cinquant’anni fa si trovava sul crinale del Monte di Portofino e si accorse con meraviglia che da quel punto si potevano vedere entrambi i Golfi; in tale località si trovava una piccola costruzione di pietra, denominata “Casa Paradiso�, di proprietà della famiglia Gaggini, proprietaria del “Portofino Kulm�.
E’ nato così il Golfo Paradiso. Questo il testo e l’intervista rilasciata dall’avvocato Filippo Degregori a Pier Antonio Zannoni al Tg3 il 31 ottobre 1986 a quarant’anni dalla “nascita� del Golfo Paradiso.
Da sempre il Golfo Paradiso rientrava nel più ampio Golfo di Genova. Da tempo immemorabile invece è chiamato Tigullio il Golfo a Levante. Il primo ad usare la denominazione Golfo Paradiso è stato nel 1946 l’avvocato Filippo Degregori, camogliese di razza attaccato come pochi alla sua terra.
Dove ha trovato questo nome?
Il termine Golfo Paradiso l’ho trovato sulla Carta Geografica dell’Istituto Geografico Militare di Firenze, in una località che è proprio sopra, Portofino Vetta che era stato indicato, questo l’ho saputo successivamente, dal dottor Sebastiano Gaggini, che era quello che aveva fatto il Portofino Kulm del 1905.
E poi com’è diventata di uso comune questa parola?
Questa parola è diventata di uso comune attraverso la divulgazione, attraverso le cartoline, attraverso amici distributori di cartoline, ho fatto scrivere questo nome su tutte le cartoline da Genova fino a Nervi, Bogliasco, a Camogli e nessuno ha mai fatto nessuna obiezione, poi nel 1953 l’Ente Provinciale del Turismo ho fatto mettere Golfo Paradiso, poi nel Touring Club Italiano lo stesso, io ero console del Touring e nel 1953 quando è stata fatta la riedizione della Guida Rossa Liguria ho messo Golfo Paradiso.
Dopo quarant’anni possiamo dire che è servito questo nome a questa zona turisticamente?
Ma vede è servito! Turisticamente non lo so, non direi, ma è servito per l’identificazione della zona, perché prima nessuno sapeva dove era Camogli, ora sanno che Camogli e Recco sono nel Golfo Paradiso come Santa Margherita Ligure e Rapallo sono nel Golfo del Tigullio.
Nato con la necessità di un nome da contrapporre al golfo del Tigullio, il Golfo Paradiso venne immediatamente adottato da tutti. I primi a far propria la denominazione furono quelli dei servizi marittimi per Punta Chiappa (che adesso sono i servizi “Golfo Paradiso�) cominciarono a ribattezzare le loro barche “Golfo Paradiso Primo�, “Secondo� e via dicendo.
A questo punto l’avvocato amava ricordare un caro e semplice episodio: un vecchio cartolaio di Camogli, conservatore e sospettoso aveva rifiutato la sua iniziativa definendola “una novità bislacca�. Qualche anno dopo gli confessò di vendere le cartoline con l’iscrizione Golfo Paradiso. Fu uno sforzo grandissimo di ammettere di avere avuto torto allora e per l’avvocato la più grande delle soddisfazioni.
Da: Tito Degregori, Viaggio nella Camogli del ‘900. Mio padre l’avvocato Filippo Degregori, Rapallo, Azienda Grafica Busco Editrice, 2002, pp. 204-205







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