La magia dell’arpa per il secondo concerto del Festival Recco in Musica, domenica 21 novembre, Oratorio S. Martino, ore 17
Il Festival Recco in Musica prosegue, domenica 21 (sempre all’Oratorio S. Martino, alle 17) con un altro concerto di grande interesse. sarà di scena l’arpa, uno strumento poco ascoltato come solista, ma veramente affascinante, soprattutto se a suonarla è un virtuoso come Lorenzo Montenz.
Lorenzo Montenz, monaco benedettino dell’Abbazia di Montecassino, ha iniziato giovanissimo gli studi musicali diplomandosi in arpa con il massimo dei voti e lode al Conservatorio G. Nicolini di Piacenza. Successivamente si è perfezionato con Anna Loro e Luciana Chierici, presso la Guildhall Accademy di Londra con. David Watkins e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma con Elena Zaniboni. Come solista ha tenuto recitals nelle sale da concerto e nei teatri delle maggiori città d’Italia e in tournée che lo hanno portato a suonare in Svizzera, Austria, Polonia, Germania e Inghilterra. Tra le numerose orchestre che lo hanno avuto nel loro organico si segnalano l’Orchestra Giovanile Europea, la Sinfonica di San Remo, la Verdi di Milano e la Sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; nel 1998 ha vinto il posto di Prima Arpa solista dell’Orchestra Giovanile Italiana, suonando sotto la direzione dei maggiori direttori dei nostri giorni (Carlo M. Giulini, Riccardo Muti, Donato Renzetti, Daniele Gatti, Myung-Wung Chung, Daniele Sinopoli e Claudio Abbado). Laureatosi in filosofia presso l’Università Statale di Milano con il massimo dei voti e la lode, dal 2004 ricopre l’incarico di Direttore della Biblioteca Statale di Montecassino e di professore di storia del libro presso l’Università Statale di Cassino.
Il programma che Lorenzo Montenz suonerà domenica 21 a Recco, comprendente brani del ‘700 e dell’800, valorizzerà appieno la smagliante tavolozza sonora dell’arpa. La Suited’amour di Buxtehude (1637-1707) tradisce già dal nome la sua ispirazione francese; a sequenza delle danze, la cantabilità della scrittura e l’eleganza dei movimenti ricreano l’atmosfera della corte di Francia; Francois Naderman, (1781-1835) figlio del liutaio di corte di Maria Antonietta, fu il primo professore di arpa a pedali del Conservatoire di Parigi; le sue Sette Sonate op. 92 (di cui Montenz propone la sesta) possono considerarsi una pietra miliare della letteratura e della didattica dell’arpa moderna. Coevo e connazionale di Naderman fu M. P. Dalvimare (1772-1839), animo sensibile, discendente della nobile famiglia dei d’Alvimare, sopravvissuto fortunosamente all’eccidio della guardia nobile delle Tuilleries cambiò il suo nome nel “plebeo” Dalvimare per sfuggire all’attenzione dei rivoluzionari; le sue Sonate per arpa, tutte pubblicate dopo la fine della rivoluzione, risentono largamente dell’ispirazione mozartiana; molte di esse sostituiscono l’adagio del secondo movimento con una romanza, genere nel quale l’autore eccelse per sensibilità e cantabiltà. La Fantasia op. 95 di C. Saint Saens (1835-1921) venne scritta durante il “periodo algerino” del compositore. Composta da un’introduzione bitematica – in cui si contrappongono un tema “maschile” e uno “femminile” – e da un tema e variazioni, mette in luce l’espressività intima e sfumata dell’arpa. Considerato uno dei maggiori virtuosi d’arpa di tutti i tempi N. C. Bochsa (1789-1856)fu uno spirito fortemente innovativo nella ricerca tecnica dello strumento e può a ragione essere considerato il padre delle scuole nazionali d’arpa che presero vita in Europa dai suoi discepoli. Molto attento al mondo operistico (fu egli stesso compositore di opere e direttore di teatri) colse subito il potenziale espressivo del linguaggio verdiano e immortalò le impressioni suscitategli dall’ascolto de “I due Foscari” nell’inedito Impromptu che Montenz propone.
Per chiudere, la Grande Fantasia da concerto su “ La Moldava” op. 43, in cui il compositore, l’arpista praghese Hans Trnececk (1858-1914), rilegge il celebre poema sinfonico di Smetana sfruttando tutta la capacità evocativa e la fluidità sonora dello strumento
Ricordiamo che al termine di ogni concerto, come è ormai consuetudine da anni, sarà possibile cenare insieme a musicisti e organizzatori presso uno dei ristoranti che collaborano al Festival, a prezzo promozionale: Alfredo. La Manuelina Focacceria, Ö Vittorio.
Il ,prossimo appuntamento del Festival Recco in Musica sarà domenica 28 con un ospite d’eccezione, il pianista finlandese Folke Gräsbeck, studioso e specialista della produzione di Sibelius, di cui ha registrato integralmente oltre 90 composizioni inedite.