Ricordo di Aldo, il nonno bibliotecario di Camogli

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CAMOGLI.
La nascita e la storia di Camogli  con i suoi personaggi più noti, l’origine del suo nome, i mille bianchi velieri e il castel Dragone, i mestê, gli attrezzi per pescare, e, infine, la lisca, l’erba del Monte che diede da vivere per secoli alla sua gente. Sono solo alcuni degli argomenti trattati nel libro di Aldo Baldassarre “Camogli, storia di uomini e di mare” che verrà presentato sabato 27 giugno alle ore 18 all’interno del Castel Dragone. Con l’Amministrazione comunale, che ha contribuito finanziariamente alla pubblicazione dell’opera (250 pagine ed. Agb Busco Edizioni di Rapallo), interverranno la signora Carmen Oneto Baldassarre, il comandante Mario Peccerini, che leggerà alcuni brani tratti dal libro, e il giornalista Emilio Carta che ha curato la stesura definitiva del testo. Ricco di immagini anche inedite del borgo il volume di Aldo Baldassarre, deceduto alcuni anni fa mentre lavorava alla stesura del volume, rappresenta l’intreccio plurisecolare di una fedeltà assoluta a Genova e ai Doria e sull’ampiezza territoriale raggiunta dall’Abbazia di San Fruttuoso la cui ricchezza destava appetiti mai sopiti e feroci lotte sotterranee per acquisirne il potere. I rapporti con Recco, l’antica Ricina, con Portofino e Rapallo e col monastero di Valle Christi offrono spunti per ricerche e documenti che Baldassarre in modo certosino fa combaciare come in un enorme puzzle con la rissosa realtà europea nei secoli “bui” del Medioevo sino al Rinascimento. Una parte importante è inoltre dedicata ai traffici via mare e alle scorribande dei pirati saraceni, col terribile Dragut, alle sempiterne lotte di Genova con Venezia e Pisa. Ovunque conduce il percorso storico via via trattato troviamo sempre Camogli o un camogliese.“In realtà l’immane lavoro di “nonno Aldo”, come affettuosamente gli studenti del golfo Paradiso chiamavano Baldassarre,  pur essendo arrivato al XVI secolo, aveva già superato le mille pagine -  chiarisce Emilio Carta – Il mio intervento è stato soprattutto quello di ridurre i testi senza falsarne i contenuti. Credo di esserci riuscito anche se a dirlo saranno poi i lettori”  

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