I bunker del Promontorio di Portofino

CAMOGLI. Nel corso del mese di gennaio è apparsa sui alcuni quotidiani la notizia del progetto di recupero dei manufatti bellici del Promontorio di Portofino. L’Ente Parco di Portofino intende avviare un intervento di restyling dei bunker e del sentiero di collegamento con Punta Chiappa. Se verranno approvati alcuni finanziamentidella Regione Liguria, i lavori potranno iniziare entro l’anno e daranno il via ad una serie di successivi interventi che riguarderanno anche le strutture di ricovero dei militari. Questa notizia offre lo spunto per fare qualche accenno alla storia di questi manufatti. Tra il 1939 e il 1941 l’amministrazione militare del Regno occupò alcuni terreni di proprietà del comune di Camogli, situati nel versante sud occidentale del Promontorio di Portofino, soprastanti Punta Chiappa, per installarvi alcune batterie in difesa del porto di Genova. Nel settembre del 1943, la gestione di questi manufatti passò dall’Esercito Regio Italiano alle forze tedesche che inseriscono le batterie di Portofino in un sistema difensivo lungo la costa del Golfo Paradiso, comprendente la base di Nellis-Pieve Ligure, quelle di Monte Moro, del Porto genovese e dell’Ansaldo a Genova. Le costruzioni occupate dalle truppe germaniche erano dislocate a Punta Chiappa, nelle località Erbaio (base militare e locali di abitazione), Bricco, dove si trovavano le postazioni per mitragliatrici, e Base 0. Nel dopoguerra queste strutture belliche sono state restituite al comune di Camogli subendo un graduale degrado. Nel 2005 l’Ente Parco di Portofino e il Rotary Club hanno bandito un concorso internazionale di idee per sensibilizzare al recupero di questi manufatti. Il progetto di restyling riprende lo spirito di quell’iniziativa nell’auspicio di trasformare i bunker in una delle mete preferite degli escursionisti del Promontorio di Portofino.






