La spiaggia di Camogli

CAMOGLI. In questi giorni è in fase di progettazione un intervento di ripascimento della spiaggia di Camogli che, resosi necessario a causa dei danni provocati dalla mareggiata di fine ottobre 2008, è diretto ad ampliare parzialmente l’arenile (in certi punti profondo solo 13 metri) e a porre un freno al processo di erosione. Questa notizia offre lo spunto per raccontare che la spiaggia di Camogli un tempo era molto ridotta rispetto allo stato attuale. Una fila di alti palazzi poggiavano sugli scogli contro i quali si abbattevano le onde delle frequenti libecciate. Via Garibaldi era allora uno stretto “carruggio” che gli antichi stradari identificavano come “Strada del Borgo” o “vico-retto”. Agli inizi del ‘900 l’Amministrazione civica, guidata dall’Ing. Davide Olivari, decise di abbattere gli edifici che s’affacciavano sul mare. La scelta fu dettata da motivi di carattere igienico-sanitario e comportò la demolizione di un considerevole numero di appartamenti. Si formò così un stretta striscia di arenile che l’alluvione del settembre del 1915 e lo scarico dei materiali provenienti dai lavori per il taglio della ferrovia e della galleria di levante consentirono di trasformare in vera e propria spiaggia. Questo tratto di costa che si stendeva dalla “Villa Gentile” (oggi Cenobio dei Dogi) fino al Rivo Giorgio, sotto
la Chiesa Parrocchiale, era luogo di incontro e di lavoro per i camogliesi. Le reti erano stese al sole e sembravano formare come lunghi binari scuri, alternati ai panni bianchi appena lavati dalle donne camogliesi. Pescatori e ragazzi vi si ritrovavano, i primi per parlare della loro giornata di pesca, i secondi per giocare e divertirsi. Negli anni Venti il primo stabilimento balneare diede il via alla trasformazione della spiaggia come luogo di vacanze e turismo, punto di incontro dei bagnanti forestieri e dei più “moderni” camogliesi, tutti in costumi da bagno castigatissimi che nulla hanno in comune con la moda balneare che dagli anni ’70 si affermerà sui litorali di tutta la penisola. Da allora la storia della spiaggia di Camogli si è fittamente intrecciata con l’affermazione turistica della città. Per altre notizie si rimanda, fra gli altri, ai pur diversi ma ugualmente interessanti contributi di Civis (La spiaggia di Camogli, in Bollettino del Santuario di N.S. del Boschetto, n. 4, 1986, pp 14- 16) e di Silvio Ferrari ( Spiaggia, costumi, ondate, in “Cambi di costume”, catalogo della mostra, Camogli, 2007, pp. 136-141).






