Il culto del SS.Rosario a Camogli

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CAMOGLI.
Nel calendario liturgico il mese di ottobre è dedicato al culto del Rosario che, nato nel pieno della Controriforma cattolica, ricevette nuovo impulso dopo la battaglia di Lepanto dove il 7 ottobre 1571 le forze cristiane sconfissero i turchi arrestandone l’avanzata verso Occidente. Come avvenne in numerosissime chiese, anche nella parrocchiale di S.Maria Assunta in Camogli è presente un altare dedicato alla Madonna del Rosario, un tempo sede dell’omonima confraternita. Questo altare è fra i più interessanti della chiesa camogliese perché vi si trova un gruppo marmoreo eseguito intorno alla metà del Settecento dallo scultore Francesco Maria Schiaffino e raffigurante
La Madonna del Rosario e i Santi Domenico e Caterina. La Confraternita o Compagnia inti­tolata a Maria Santissima del Rosario fu istituita prima del 1594. Dai resoconti delle visite pastorali emerge che questo sodalizio si adoperò incessantemente per arricchire il patrimonio artistico della propria cappella al quale destinava gran parte delle offerte e dei legati testamentari dei camogliesi. Scarse risultano le notizie relative alla vita associativa e alle pratiche cultuali, essendo stati smarriti i documenti più anti­chi. Un atto notarile conservato all’archivio di stato di Genova e risalente al 1639 ci consente tuttavia di conoscere un momento fonda­mentale della storia di questa Compagnia: il suo riconoscimento da parte dei Padri Domenicani di Genova che erano alla guida della Con­fraternita-madre del Rosario. Il documento è redatto dal Notaio Gio Francesco Borzino il 13 giugno del 1639 nella Canonica della nostra Parrocchia, alla presenza dell’allora Arciprete Giovanni Battista Olivari, dei rappresentanti della Compagnia e di alcuni testimoni fra cui Giovanni Battista Belviso del fu Agostino, membro della famiglia che aveva il giuspatronato della cappella del Crocifisso sita nella stessa chiesa. Nel documento veniva sancita l’autorità dei Domenicani cui spettava il compito di orientare le iniziative devozionali, di concedere le indulgenze e di aggregare la Società camogliese all’Arciconfraternita del Rosario della Chiesa di Santa Maria sopra Minerva di Roma. Questo riconoscimento ufficiale, oltre a garantire la fruizione delle indulgenze, consentì pertanto alla Confraternita di inserirsi a pieno titolo nella vita parrocchiale, coinvolgendo molti fedeli in funzioni e pratiche religiose che riamasero inalterate per moltissimi anni. Essa sopravvisse fino al 1808, quando “per incuria, o per malvagità del tempo, o per cambiamento di amministrazione nelle Chiese”, venne sciolta. Nel 1889, tuttavia, un nuovo intervento dei Padri Domenicani e il consenso dell’Arcivescovo Mons. Salvatore Magnasco consentirono di erigere nuovamente nella nostra Parrocchia una Compagnia dalla stessa intitolazione a conferma del persistente successo popolare del culto del Rosario.

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