La strega innamorata
La banalità quotidiana,che oggi è forma di eroismo,non entusiasma e non favorisce la fantasia. La storia delicata che la tradizione orale ha portato fino a noi, è di quelle che fanno sognar, che rinnova i sentimenti di un’epoca lontana. Gli anziani che a Terrile mi hanno rievocato i fatti,non hanno travisato la realtà,l’hanno come filtrata attraverso il velo che ricopre i sogni. Il sabato sera,anche in quel tempo,era dedicato al riposo e al ballo. La giovane fanciulla, innamorata aveva assicurato la sua presenza sulla pista senza aver fatto i conti con l’autorità paterna che si rivelò irremovibile nonostantele preghiere e il pianto. Il padre severo, presentò il fuso e un’enorme quantità di lana da filare ordinando che il lavoro fosse finito per la mattina successiva. Un senso di panico e depressione colsero la ragazza che,disperata decise di contestare l’aridità del genitore. Lana e fuso furono raccolti in un ampio “mandillo” e accompagnarono la ragazza nella fuga. La poverina non poteva certo presentarsi all’innamorato con un simile fagotto: quindi,raggiunta lassù la Costa dei Santi, pensò di nascondere il tutto sotto un provvidenziale masso. Scontò il fatto di aver trascorso una serata felice la pena che la colse lungo il ritorno. Quale scusa avrebbe potuto calmare l’ira del genitore? Il lavoro non solo era finito,ma neppure iniziato!Lo sconforto era al massimo e la fertile fantasia non le dava nessuna risposta. Raggiunse cosi,tra le lacrime e le preghiere,lo scoglio per recuperare il “mandillo” e accadde qualcosa di inquietante e sconvolgente che fece urlare la ragazza. Non fu un grido lacerante di paura,no,fu un’esplosione di gioia irrefrenabile:la lana era perfettamente filata! Quale stregoneria si era compiuta quella notte? Solo una strega “buona”e benefattrice poteva aver agito su quel pianoro!Forse anche lei era innamorata? Il prodigio passò di bocca in bocca e da allora il luogo prese il nome di “O ballôu de strie” (il ballatoio delle streghe). [F.L]






