La sala polivalente intitolata a Lavoratori

Pizzo e Lavoratori

RECCO. Sabato 19 gennaio la Città di Recco intitolerà al campione Franco Lavoratori la struttura ospitante il centro congressi e la civica biblioteca. Franco Lavoratori, pallanuotista del glorioso “Settebelloâ€? degli “anni d’oroâ€?, ha conquistato con la Pro Recco tredici scudetti, ha annoverato 180 presenze in nazionale, ha partecipato a quattro Olimpiadi conquistando la medaglia d’oro a Roma 1960.
Questa la riflessione che il sindaco Gian Luca Buccilli ha espresso in merito alla decisione del Consiglio Comunale:
“Esiste un vincolo indissolubile che unisce la Città di Recco e la “suaâ€? squadra di pallanuoto. Si tratta di un legame che ha origini quasi secolari; le cronache, infatti, raccontano che la pratica della pallanuoto iniziò a Recco subito dopo la prima Guerra Mondiale. I fratelli Angelo e Piero Silva ed il cugino di questi, Giulio Noseda, insegnarono i fondamentali di questa disciplina sportiva ad un gruppo di giovani recchesi, che di lì a poco divennero tra i migliori pallanuotisti della regione.
Il campo di gioco, durante i mesi estivi, veniva allestito davanti alla spiaggia ed era costituito da reti tenute a galla da sugheri. Il pubblico assisteva all’evento sportivo seduto sulla spiaggia o, meglio ancora, posizionato su imbarcazioni che a loro volta si ormeggiavano tutto intorno al campo di gioco. L’arbitro si sistemava su un gozzo ed in caso di contestazioni il pubblico lo “schizzava� con i remi delle barche dove era sistemato. Nell’immediato secondo dopoguerra si andò a realizzare nella zona di Punta Sant’Anna uno “Stadio del Nuoto�, che altro non era che una semplice gettata di cemento con tre gradini, davanti ai quali, sempre in mare, si disputavano gli incontri. In questo specchio d’acqua, davanti a Punta Sant’Anna, sono state scritte pagine importanti della storia della mitica Pro Recco, che poi coincidono con la storia di questa nobile disciplina sportiva.
Merello, Lavoratori, Guidotti, Giraldi, Maraschi, Cevasco, Pizzo; sono questi gli atleti, tutti recchelini “doc�, che conquistarono nel 1959 il primo dei ventuno titoli nazionali che fregiano l’albo d’oro della società Pro Recco Nuoto. Il primo scudetto inevitabilmente assunse un significato che travalicava l’ambito strettamente sportivo; esso fu considerato a ragione una manifestazione di quell’impegno, umile e volitivo, profuso dalla gente di Recco all’indomani della devastazione provocata dalla seconda Guerra Mondiale. Lo scudetto conquistato a Trieste nel 1959 costituì una pietra miliare della ricostruzione, fisica e morale, della indomita Città di Recco.
C’è una persona che più di ogni altra ha interpretato il desiderio di attribuire un senso compiuto ed effettivo alla ricostruzione della Città: Antonio Ferro. Grazie al suo impulso, e con l’aiuto di alcuni dirigenti di allora tra cui Zanoni, Sanguineti, Solimei, Mantero ed il genovese Norrish, venne poi realizzata la piscina di Punta Sant’Anna. Fu questo l’esito di quella che lo stesso Antonio Ferro battezzò come “la crociata del cemento�; ad ognuno chiedeva di offrire un sacco di cemento (erano appunto gli anni della ricostruzione) oppure i soldi per acquistarlo.
L’impianto di Punta Sant’Anna, in allora necessario per mantenere inalterate le ambizioni agonistiche, è oggi intestato alla memoria di Antonio Ferro, grande Presidente della Pro Recco Nuoto ed indimenticato Sindaco della Città. L’anno seguente rispetto a quello che ha visto la conquista del primo scudetto, l’Italia ospitò i Giochi Olimpici. La formazione della nazionale di pallanuoto che si aggiudicò l’alloro olimpico annoverava tra le sue fila due atleti del settebello biancoceleste: Eraldo Pizzo e Franco Lavoratori. A questi si unì un altro atleta che ha scelto Recco come sua attuale dimora: Dante Rossi.
La medaglia d’oro posizionata al collo degli atleti della Pro Recco Nuoto ha rappresentato una consacrazione non solo sportiva. Di pari significato è il fatto che Eraldo Pizzo abbia concorso a tradurre la fiaccola olimpica in occasione del trasferimento della stessa nella direzione di Torino, sede dei Giochi Olimpici invernali del 2006. Sappiamo tutti come il fuoco, acceso ad Olimpia, nel luogo originario e “sacro� dei Giochi, è trasportato con una lunghissima staffetta fino alla sede designata per la competizione olimpica. Nel momento della cerimonia di apertura la torcia, portata da un atleta, raggiunge il braciere posto alla sommità dello stadio olimpico; lì il fuoco divamperà per tutta la durata delle olimpiadi.
Vorrei soffermarmi per un attimo in ordine al significato simbolico della fiamma olimpica, la cui torcia mi piace immaginare sia stata idealmente tradotta da Franco Lavoratori insieme ad Eraldo Pizzo. In quella fiamma preziosa viene neutralizzato tutto ciò che è violenza e distruzione perché il contesto olimpico è per eccellenza quello di una competizione pacifica ed anzi nell’antichità era in grado di obbligare le contese belliche ad una tregua. La fiamma olimpica sta anche ad indicare la continuità e la memoria, proprio per il fatto di essere peritura; ma essendo esposta al naturale rischio di spegnersi richiede continuamente necessità di alimento e di attenzione.
Animati dallo spirito che questa fiamma infonde in ognuno di noi, ci sentiamo tutti obbligati a custodire e perpetuare nella memoria collettiva la storia, unica e inimitabile, della Città di Recco, la sua tradizione sportiva e i suoi tanti campioni che prima di ogni altra cosa sono uomini che hanno servito le loro famiglie e moralmente arricchito la comunità locale. E’ questo il contesto ideale per introdurre la volontà espressa dal Consiglio Comunale della Città di Recco di intestare la struttura ospitante il centro congressi e la civica biblioteca a Franco Lavoratori.
La cerimonia avrà luogo il prossimo 19 gennaio 2008. Attorno alla moglie Maria Irene, alla figlia Valeria, alla sorella Silvana, sicuramente si stringerà l’intera comunità di Recco insieme ai massimi responsabili dello sport nazionale e ligure, i campioni di ieri e di oggi della Pro Recco Nuoto, il mondo della scuola dove l’indimenticato campione recchelino ha per anni svolto la sua attività professionale quale insegnante di educazione fisica.
A margine di questa breve considerazione mi piace richiamare alla memoria collettiva “l’albo d’oro� di questo straordinario atleta: ha conquistato tredici scudetti; ha annoverato 180 presenze in nazionale; ha partecipando a quattro Olimpiadi conquistando la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma del 1960; ha conquistato la coppa dei campioni del 1964; fu allenatore di numerose generazioni di pallanuotisti liguri; fu insegnante di educazione fisica presso scuola media statale inferiore e superiore di Recco; fu insegnante di discipline natatorie presso la facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Genova; fu, altresì, insignito dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana , della Medaglia d’oro al valore atletico n. 184, “Hall of fame award�.
[Il sindaco Gian Luca Buccilli]

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