La meridiana di Camogli

CAMOGLI. Dal muro di un’antica casa di piazza Colombo, la meridiana di Camogli domina il centro cittadino tanto animato e chiassoso nella stagione estiva, quanto silenzioso e riservato nel periodo invernale. Sul quadrante si legge la data : “1850�, epoca in cui fu di certo dipinta quasi a ribadire la vocazione di navigatori e conoscitori del mondo dei camogliesi. Pur con evidenti imprecisioni, i nomi delle città straniere riportati nella meridiana creano suggestioni di terre lontane di cui i più conoscevano a malapena l’esistenza: Londra, Parigi, Gerusalemme, Mosca, Lima, Tokio. Sebbene risulti esistere già nel 1820 un orologio sul campanile della chiesa dell’isola, la meridiana dovette essere utile per leggere il tempo locale specie per chi non conosceva le cifre romane indicate sul campanile. In mancanza di documenti certi si può ipotizzare che la presenza della meridiana sia collegata con l’affermarsi graduale ma incisivo di Camogli come città di quegli armatori e capitani che furono protagonisti dei traffici commerciali lungo le principali rotte marittime del tempo. Nel 1853, in un “scagno� di piazza Colombo, tre camogliesi, il Cap. Erasmo Schiaffino, il Cap. Giuseppe De Gregori e Nicolò Schiaffino, istituiscono l’Associazione di Mutua Assicurazione Marittima camogliese, la prima di tutte le mutue marittime del mondo. Quattro anni più tardi, da un documento di archivio, si apprende che nel porto di Camogli, sono presenti, per lavori di carenaggio o di manutenzione, nove bastimenti. Il grosso del naviglio degli armatori camogliesi è ancorato a Genova o costruito nei cantieri di Varazze o di Sestri Levante. Si contava allora una popolazione di 6483 abitanti, la maggior parte residente nel borgo e dedita alle attività marittime. Al 1858 risale il progetto di ampliamento e sistemazione dell’attuale piazza Colombo, fino allora una piccola striscia di terra che collegava il paese all’isola dove si trovano, oltre ad alcune case, la chiesa parrocchiale e il Castel Dragone. La meridiana, dal suo muro, sembra ricordare tutto questo fermento di attività e di trasformazione di cui fu silenziosa testimone.






